
Se sei anche tu un"anima libera sei nel posto giusto
giovedì 12 aprile 2012
giovedì 28 luglio 2011
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lunedì 25 luglio 2011
Assistenza Domiciliare Integrata (ADI)
Requisiti
Possono servirsi dell'assistenza domiciliare persone con disabilità di tutte le età con gravi limitazioni alla mobilità, o che hanno bisogno di cure. In particolare:- le persone anziane (di età superiore ai 65 anni);
- le persone affette da patologie oncologiche in fase avanzata e terminale;
- le persone che necessitano di nutrizione artificiale;
- le persone in dimissione protetta da reparti ospedalieri;
- le persone affette da patologie croniche;
- le persone con gravi disabilità;
- i bambini con patologie croniche ed in particolari condizioni di disagio sociale.
Procedura
La persona interessata, la sua famiglia, i servizi sociali territoriali, i servizi residenziali o ospedalieri devono segnalare l'esigenza di cure domiciliari al proprio medico di medicina generale o al personale sanitario del reparto ospedaliero dimettente (sempre con il supporto del medico di medicina generale).Il medico di medicina generale (o il personale del reparto ospedaliero), accolta la segnalazione, deve formulare la richiesta di attivazione dell'ADI su un apposito modulo che deve essere consegnata al Centro di Salute.
Una volta ricevuta la richiesta di attivazione dell'ADI da parte del medico di medicina generale, l'équipe multidisciplinare del Centro di Salute (medico del Centro di Salute, infermiere, assistente sociale, fisioterapista, medico specialista) prende in esame la situazione complessiva della persona e propone, in accordo con la stessa, il medico di medicina generale e la famiglia, il servizio o l'intervento più adatto ed attuabile, attivando le prestazioni domiciliari richieste. Viene elaborato, quindi, il Piano di Assistenza Individuale (PAI).
Documentazione da presentare
Per segnalare il bisogno di assistenza domiciliare non sono necessari certificati o documenti specifici. Il Centro di Salute provvederà a richiedere alla persona interessata la modulistica necessaria.Condividi questo articolo
mercoledì 15 giugno 2011
Alcuni ricordi di mio marito che se ne è andato per sempre
A volte la vita è crudele e ti trovi a combattere contro qualcosa che
non puoi vincere. La malattia terribile che ha colpito e ucciso mio
marito è una"bestia"contro cui non abbiamo potuto fare nulla.
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giovedì 2 giugno 2011
Dedicato a Filippo...
..mio marito che mi ha lasciato per sempre il 20 maggio 2011 lasciando nel mio cuore un vuoto immenso ♥
Ogni notte nei miei sogni
ti vedo, ti sento
è per questo che so che tu andrai avanti
Molto al di là della distanza
e degli spazi fra noi
devi venire a mostrare che vai avanti
Vicino, lontano, ovunque tu sia
io credo che il cuore vada avanti
ancora una volta apri la porta
e sei qui nel mio cuore
e il mio cuore continuerà ad andare avanti
L'amore può toccarci una volta
e durare per una vita
e non mollare mai finché siamo morti
L' amore è stato quando io ti ho amato
una sola vera volta a cui resto aggrappata
nella mia vita andremo sempre avanti
Vicino, lontano, ovunque tu sia
io credo che il cuore vada avanti
ancora una volta apri la porta
e sei qui nel mio cuore
e il mio cuore continuerà ad andare avanti
Sei qui, non c'è niente che io tema,
e so che il mio cuore andrà avanti
resteremo per sempre così
sei al sicuro nel mio cuore
e il mio cuore andrà sempre avanti.
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mercoledì 4 maggio 2011
LE STATISTICHE TRUCCATE
Dedicato
a tutti gli esseri pensanti in grado di cercare, testare e documentarsi
autonomamente, nella speranza che questa capacità possa trovare
risposta da parte dell'utenza, la sola vera possibilità che abbiamo per
non morire più di cancro.
TRATTO INTEGRALMENTE DA :http://www.laleva.cc/cura/Kankropoli/K1.htm
Come si possono conciliare i "brillanti risultati della terapie
antitumorali" ed i "notevoli progressi compiuti dalla ricerca" con i
dati che continuano ad indicare un aumento dei numeri di decessi per
cancro? Dopo questo caleidoscopio di notizie, di dati, di ricerche, di
scoperte, per poterci avviare ad una prima conclusione, dobbiamo prima
di tutto esaminare la situazione REALE delle terapie per tumori.
Secondo l'oncologia ufficiale le possibilità di guarire oggi dal cancro
sono almeno del 50 per cento, contro il 20 per cento del 1930. "Un tumore su due oggi è curabile", La Stampa TuttoScienze, 12-4-1995 (in
realtà questo è solo un esempio, siffatte affermazioni potete trovarle
su qualsiasi quotidiano, o sentirle al primo dibattito televisivo).
Il primo dato da chiarire è che, ufficialmente, viene considerato caso di cancro curato quello in cui il paziente sopravvive almeno cinque anni dalla prima diagnosi. Pensate:
una persona si ammala di tumore, gli propinano tutte le cure e,
attraverso lunghi periodi di sofferenze, muore cinque anni ed un giorno
più tardi. Evviva! è stato un grande successo della medicina!
Il secondo dato, che dovrebbe saltare immediatamente agli occhi di
chiunque, è che nel 1930 non esistevano tutti i sofisticati mezzi di
diagnosi e le campagne di sensibilizzazione alla diagnosi precoce;
pertanto il cancro veniva scoperto tardivamente e così il tempo fra la
diagnosi e il decesso era breve, se non brevissimo. Oggi invece, proprio
perché la diagnosi avviene in tempi molto più precoci, la morte arriva
logicamente più tardi!
Vediamo ora come viene calcolato questo famoso 50%. Esaminiamo il caso
del tumore al polmone, che rappresenta da solo circa il 25% delle morti
di cancro. In Italia, su circa 40.000 casi l'anno, una mortalità del 50%
entro i cinque anni dovrebbe significare circa 20.000 morti; nei fatti i
decessi sono circa 36.000 (a meno che i ricercatori usino una
matematica diversa da quella dei comuni mortali, la percentuale è del
90%).
"E quando una patologia ha una mortalità del 90% è evidente che la cura è
inefficace. Si dice e si legge, in alcuni testi, che la chemio avrebbe
un certo grado di efficacia in una delle due grandi classi in cui sono
divisi i carcinomi polmonari, nel carcinoma a piccole cellule o
microcitoma. L'altro, quello a non piccole cellule, è chiaramente non
responsivo alla chemio o alla radio terapia.
Se si vanno a vedere gli studi controllati sull'efficacia della terapia medica nel carcinoma a piccole cellule, abbiamo una sopravvivenza del 9 per cento a due anni dalla diagnosi, che però diventa del 4 per cento a cinque anni." Il Giornale - Inchiesta sul cancro n° 9.
"Il 50 per cento di cui parlano gli oncologi non è effettivamente la
metà del numero dei malati di tumore, come si è indotti a credere, ma la
media delle varie percentuali di "guarigione" dei diversi tipi di
cancro. Per capirci, si somma per esempio, l'87 per cento di guarigione
del cancro del testicolo con il 10-12 per cento di quella del polmone e
si fa la media delle percentuali di guarigione, non calcolando che i
malati di carcinoma del testicolo, in Italia, per fortuna sono solo
2.000 l'anno, mentre le persone che si ammalano di tumore al polmone
ogni anno sono attorno a 40.000!" Il Giornale - Inchiesta sul cancro n° 1.
Nella realtà ogni 100 persone che si ammalano di cancro, 61 sono destinate a morire entro 5 anni dalla diagnosi.
Vediamo altri metodi matematici per calcolare le percentuale di guarigione, così come sono riportate dal Comunicato Andromeda n. 51 /1998 intitolato L'ARMA CHIMICA. -
Quello che non vi hanno mai raccontato della chemioterapia: gli effetti
collaterali, il gioco di prestigio delle statistiche, il business.
Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione "Se una
persona viene dimessa dall'ospedale si dice che è in remissione. Quando
ritorna viene curata e viene dimessa un'altra volta. Se ogni dimissione
viene considerata come un dato positivo, i conti aumentano. E siccome
non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9
volte ed è morto una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di
mortalità. La fortuna dei medici è che si muore una volta sola (da
un'intervista a Di Bella, gennaio 1998, sullo speciale "Di Bella - La sua cura contro il cancro" in abbonamento con Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione).
Solo un periodo limitato di tempo è considerato ai fini della casistica: quello della chemioterapia.
I parametri sui quali viene costruita la casistica di sopravvivenza,
sono costruiti in base all'efficacia dei farmaci. Per efficacia della
chemioterapia si intende la riduzione o la scomparsa della massa
neoplastica e la riduzione almeno del 50% delle metastasi eventualmente
presenti.
Dopo sei cicli convenzionali di chemioterapia, che dura circa sei mesi,
si può ottenere anche la scomparsa della massa neoplastica. Il paziente
risulta così "guarito". Se a distanza di altri sei mesi compaiono
metastasi, cioè se il tumore riesplode e in modo non controllabile,
quella stessa persona figurerà come un nuovo paziente, perché "quello di
prima" risulta guarito.
Le casistiche non seguono il paziente, ma restano nell'ospedale
Un altro esempio di come si costruisce la casistica è il seguente: un
paziente viene dimesso dopo un ciclo di chemio da un ospedale e risulta
guarito. A distanza di un anno si presentano delle metastasi: a questo
punto, per le più svariate ragioni, non torna a farsi curare nello
stesso ospedale, ma in un altro. Risulterà un nuovo caso. Quello
precedente ha avuto esito favorevole: è guarito.
Alla luce di questi dati, che valore possono avere le statistiche che
ci vengono propinate ogni volta che la "ricerca" batte cassa? Provate
a chiedere le statistiche di sopravvivenza a dieci o quindici anni. Non
le "mollano" così facilmente. Noi ci abbiamo provato. Le abbiamo
chieste anche alla Prof.ssa Silvestrini, illustre ricercatrice
all'Istituto Nazionale Tumori di Milano. Contattata per un'intervista,
che ci ha rifiutato perché "non si fida dei giornalisti", ci ha negato
la possibilità di vederle, dicendo che se si venisse a sapere che "ho
dato queste statistiche ad un'associazione che cura con metodi naturali,
mi caccerebbero dall'Istituto". Ma i dati sulla salute pubblica non
dovrebbero essere pubblici, visto che oltretutto sono il risultato delle
ricerche finanziate dai soldi pubblici?
La falsificazione non viene perpetrata solo sulle statistiche, ma anche sulla ricerca vera e propria. Nel
1926 il Prof. J. A. Grib Fibiger vinse il premio Nobel per aver
scoperto il bacillo che provoca il cancro: la spinoptera carcinoma. In
seguito si scoprì che era soltanto una colossale bufala! (La Mafia Sanitaria ed. ATRA/AG STG)
Quante scoperte o promesse di scoperte di oggi saranno le bufale di domani?
Il quotidiano torinese (La Stampa TuttoScienze, 4-12-1996, pag. 1) parla
di "bugie in laboratorio" proprio in merito ad esperimenti su di un
gene mutato e presente nel 15% dei casi di leucemia mieloide acuta. Ben
cinque articoli "scientifici" a firma di Francis Collins (direttore del
National Center for Human Genomic Research di Washington, e che
gestisce 244 milioni di dollari della ricerca
statunitense) hanno divulgato un clamoroso falso. Certo, si è trovato il
colpevole (il capro espiatorio non poteva mancare!), un anonimo
studentello che avrebbe manomesso le foto che accompagnavano gli
articoli. Strano davvero, visto che il testo era corredato dalle foto e
che il luminare avrebbe dovuto accorgersi per tempo della mancanza di
correlazione fra quanto scritto e quanto appariva in foto. Ed era così
semplice da scoprire quest'inganno, che è bastato un anonimo ricercatore
di un giornale scientifico per sollevare un dubbio e scoprire la
magagna!
La cosa grave è che da questi testi poi scaturiscono deduzioni, analisi,
statistiche, ricerche e, dulcis in fundo, finanziamenti; e diventano la
foglia di fico per tutti i medici che non hanno né la volontà, né la
possibilità di provare la veridicità di quanto scritto, pur ben
conoscendo la realtà di questo habitat scientifico.
Venti o trent'anni fa i ricercatori firmarono una cambiale; dissero:
"Dateci soldi e tempo, noi risolveremo vostri problemi di salute, il
cancro, la leucemia, ecc..." Soldi e tempo ne hanno avuti in abbondanza.
PENSO CHE OGGI SIA TEMPO CHE GLI UTENTI METTANO ALL'INCASSO QUESTA
CAMBIALE; E SE LOR SIGNORI NON HANNO DI CHE PAGARE, CHE SI DICHIARI
FALLIMENTO.
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martedì 3 maggio 2011
venerdì 11 marzo 2011
Terremoti coincidenze o tragica realtà

Gli studiosi di questa materia"la sismologia" molto spesso dicono che non c'è una correlazione e per questo sono andata a verificare DOVE fossero avvenuti gravi sismi,DOVE fossero gli epicentri.
questi tre sono avvenuti a distanza di giorni l'uno dall'altro

Ora due giorni fa c'è stata una leggera scossa a Messina Latitudine: 38°11'N
come altri in Italia negli ultimi giorni
ultimi-terremoti
oggi in Giappone tremenda scossa
epicentro a Sendai
Latitudine: 38° 16' Nord
lunedì 1 novembre 2010
SERVIZI SEGRETI: LO SPIONAGGIO DI PCI E MSI

Le tre “veline” confermano i sospetti dell’attuale presidente del Copasir, Massimo D’Alema, sollevati di recente durante l’audizione del direttore del servizio segreto militare Aise, generale Adriano Santini, sull’attività spionistica dell’intelligence rivolta alla politica. Al generale Santini, D’Alema ha chiesto se i servizi svolgano ancora oggi attività di spionaggio nei confronti di partiti o di politici. La questione è diventata di stringente attualità alla luce della denuncia pubblica fatta dal capogruppo Fli alla Camera, Italo Bocchino, di essere stato pedinato in primavera dal controspionaggio dell’Aise nella centralissima piazza romana di San Silvestro. Ma altre presunte attività di spionaggio sarebbero avvenute - tra conferme e smentite – nei confronti di numerosi politici, fra i quali il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
La prima “velina” è datata 19 giugno 1967 e fu consegnata dall’ammiraglio Henke a Moro allora presidente del Consiglio nel suo terzo esecutivo di centro-sinistra. Il Sid, stando a quelle carte, monitorava “l’azione propagandistica dell’estrema sinistra e dell’estrema destra che ha colto spunti offerti da episodi scandalistici per creare fermenti e correnti di opinione contro le pubbliche istituzioni”. A proposito del Pci, il Sid scriveva che “in tempo di pace tende ad acquisire il controllo delle masse attraverso una costante alimentazione dell’odio di classe e attivizzando le organizzazioni di base politiche e sindacali per raggiungere una piattaforma comune per l’azione insurrezionale”. Gli 007 conoscono tutto dell’organizzazione territoriale del Pci. Sanno che può contare su “organismi fiancheggiatori quali l’Anpi”, che “si avvale del supporto della Cgil”, che ha la sua forza maggiore “nelle Regioni rosse”. Quantificano il suo bilancio annuale in “15 miliardi” di vecchie lire.
Ma soprattutto ritengono che all’interno del partito “esiste un apparato clandestino dei quadri predesignati a sostituire gli organi centrali in caso di emergenza con compiti politico-militari”. Una sorta di servizio segreto del Pci che – scrive il Sid a Moro – “può inquadrare non meno di 300 mila unità tratte dalle leve più giovani degli iscritti e godere dell’appoggio degli altri militanti nell’attività eversiva”. Tutti fatti, questi, confermati da Armando Cossutta, allora responsabile proprio di quel “servizio d’ordine clandestino del Pci”.
Ma i servizi di Henke spiavano anche a destra. In particolare, l’Msi di Giorgio Almirante. Che, però, non destava allarme “ai fini di una seria azione eversiva, sia per la scarsa consistenza numerica, sia per le finalità nazionali che si propongono nonché per l’attuale assenza di legami con potenze straniere”. “L’Msi - è l’analisi del Sid - rilanciando tematiche ispirate a ideologie nazionaliste, ha potuto raccogliere oltre ai superstiti quadri del fascismo, qualche migliaio di giovani influenzati da possibilità di controbattere il comunismo”. Anche dell’Msi gli 007 conoscono tutti i segreti. Sanno che è finanziato da ambienti industriali e imprenditoriali. Una curiosità: fra le organizzazioni giovanili come l’Asan-Giovane Italia e il Fuan, il Sid segnala pure i Volontari Nazionali – Camicie Verdi”, utilizzata sporadicamente in compiti di vigilanza interna”.
Il secondo documento è del 5 maggio 1969 e arriva a Moro nonostante in quel periodo non avesse incarichi: era stato messo in minoranza nella Dc dopo la fine dell’esperimento del centro-sinistra organico. E dopo le elezioni del 1968, che avevano sancito una consistente diminuzione di suffragi per i partiti della coalizione. Ma l’esponente Dc seguiva attraverso le “veline” degli 007 ogni passo dei comunisti, visto che cominciava a pensare all’allargamento al Pci, la cosiddetta “strategia dell’attenzione”. Di lì a poco (il 5 agosto 1969), sarebbe rientrato nel governo come ministro degli Esteri nel secondo gabinetto Rumor e avrebbe conservato quella carica quasi ininterrottamente fino al novembre 1974. Il 5 maggio ‘69, un appunto intitolato “la costituzione di Brigate capeggiate da ex comandanti partigiani” svelava a Moro che “il Pci, d’intesa con i comunisti dell’Anpi” avrebbe deciso di costituire gruppi segreti nell’ambito delle sezioni del partito delle principali città del Nord. Queste “Brigate composte di 20-30 elementi di assoluta fiducia” avevano il compito di assicurare “il servizio d’ordine in occasione di manifestazioni del Pci”; “La difesa delle sedi del partito comunista da attacchi condotti da elementi di estrema destra”; “Eventuali azioni contro sedi di partiti e gruppi di attivisti di estrema destra”. E “azioni contro le forze di polizia e le Forze Armate nel caso di interventi in ordine pubblico ritenuti eccessivi”. “Queste Brigate - aggiungeva il Sid - dovrebbero rappresentare i primi nuclei intorno ai quali verrebbero rapidamente costituiti più grossi reparti per reagire a un eventuale colpo di Stato concordato tra le FF. AA. e le correnti di destra dei partiti di Governo”.
Il terzo documento è un appunto telegrafico del 3 marzo 1970 e fa riferimento a una spia interna al partito comunista: “Fonte fiduciaria solitamente attendibile riferisce che la Direzione Centrale del Pci, in coincidenza della rinuncia dell’incarico dell’onorevole Rumor, ha disposto il piantonamento delle sedi regionali, provinciali e di zona del partito, per tutto il periodo della durata della crisi governativa. Ha inoltre chiesto la segnalazione della presenza, fuori ordinaria residenza, di ufficiali dei carabinieri e della Ps”. Il Pci temeva un colpo di Stato, ma i servizi segreti spiavano ogni loro mossa. E Moro sapeva tutto.
Fonte:Misteri D'Italia
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