C'è da non crederci .....Di Pietro ha comprato una pagina sull'Herald Tribune per fare un'appello alla Comunità Internazionale.
Da ricovero !!
Ha urgente bisogno di un piano sanitario mentale avanzato !!!!!
Vedo oltre ,riferisco i fatti,non credo in assoluto a tutto ciò che mi si dice ma indago per capire e riuscire a far capire dove si nasconde la verità.
C'è da non crederci .....Di Pietro ha comprato una pagina sull'Herald Tribune per fare un'appello alla Comunità Internazionale.
(Tengo a precisare che la mia è solo un piccola provocazione e non è mia intenzione essere blasfema.)
G8 Università, ventuno arresti
A Torino, Padova, Bologna e Napoli
La Digos di Torino ha eseguito 21 misure cautelari per gli incidenti del 18 maggio in occasione del G8 dell'Università: 12 persone sono state arrestate a Torino, le altre a Padova, Bologna e Napoli. Nelle scorse settimane erano già state arrestate due persone, Domenico Sisi (parente del sindacalista processato a Milano con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica) e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano.
Le accuse sono a vario titolo di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamento. Le proteste scoppiarono l'ultimo giorno del G8 dell'università, svoltosi a Torino dal 17 al 19 maggio, in una sorta di guerriglia urbana tra manifestanti e polizia al termine del corteo degli studenti nel centro del capoluogo piemontese.



Fonte: legnostorto.com
Il Pd si avvia al suo congresso – o comunque si chiami – e si parla di candidature. Si parla anche di programmi, ovviamente, ma in modo talmente tecnico che in fondo ne capiscono qualcosa solo gli analisti politici.
La gente comune non saprebbe affatto dire in che cosa Franceschini la pensa diversamente da Bersani e questi da Veltroni o da D’Alema. Fino ad ora il dibattito è puramente per iniziati.
Gli italiani lavorano ed hanno una famiglia. Pensano dunque a guadagnarsi da vivere e a risolvere i loro problemi. Il tempo che dedicano alla politica è infinitamente minore di quello che le dedicano i giornalisti specializzati. Per questo è inutile scandalizzarsi quando si scopre che i giovani non sanno chi sia stato Aldo Moro: il loro programma di studi non è arrivato a tempi così recenti e, cosa essenziale, in famiglia non ne hanno mai sentito parlare. A cena si è parlato di Kakà e di Valentino Rossi.
Nell’ottica dei cittadini i partiti, per essere comprensibili, devono avere un messaggio riassumibile in una frase semplice e brutale. Nel dopoguerra, molti condensavano i mille tomi sul comunismo in questo semplice principio: i ricchi devono dividere con noi quello che hanno. Il programma era grossolano ma sufficiente come riferimento alla rivoluzione del proletariato, alla ridistribuzione della ricchezza, alla giustizia sociale. E il Pci, con questo e con analoghi slogan, ha prosperato per quasi mezzo secolo.
Vale anche per le altre formazioni. Il Pdl è “il partito di Berlusconi, uno che ha saputo arricchirsi e forse saprà amministrare l’Italia”. Cosa poi confermata dalla soluzione del problema della spazzatura di Napoli. Il partito di Di Pietro è il partito “che vuole vedere in galera i disonesti”. L’estrema sinistra è stata giustamente scaricata da Veltroni perché il suo messaggio – “Facciamo la rivoluzione e impicchiamo i ricchi” – ormai faceva ridere. Si potrebbero fare sintesi altrettanto sommarie per l’Udc o per la fu Alleanza Nazionale, mentre sarebbe veramente difficile farla per il Pd. Questo partito non è più il Pci, non è la Democrazia Cristiana e si è ridotto ad essere “il partito che non ama Berlusconi”. Solo che molti si sono detti: va bene, neanche noi lo amiamo, ma loro in che modo lo sostituirebbero? E per fare che cosa?
Il Pd manca di una identità. Questo partito non sa né chi è né che cosa vuol fare. Non ha nemmeno saputo dove collocarsi nel Parlamento Europeo. Inoltre, la sua tendenza alla lite interna – vizio ereditario della sinistra – fa sì che se appena apparisse un leader che dicesse “voglio fare questo”, si vedrebbe dare addosso da tutti. In queste condizioni il partito perde voti e la faccia feroce di Franceschini fa sorridere. La paroletta “no” non è un programma politico.
L’Italia è una democrazia che, come tutte le democrazie, ha bisogno di un’opposizione. Non rimane che augurare al Pd che la sorte gli mandi un vero capo, capace sia di ispirarlo che di guidarlo. Mentre oggi questo erede dei due più grandi partiti italiani è solo un ectoplasma che si dice di sinistra e odia Berlusconi, che Dio glielo conservi. Un po’ poco, per votarlo.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
genova1 Luglio 2009
L'Italia è rimasta profondamente sconvolta dalla tragedia accaduta nella Versilia, oltre 15 morti e molti feriti, e tanti che hanno perso la casa.Di fronte a questa tragedia ecco che entrano in gioco gli speculatori politici, e guarda caso tutti comunisti, e del PD, compreso il sindacato rosso CGIL.
Genova 29 Giugno 2009
