Se sei anche tu un"anima libera sei nel posto giusto
mercoledì 29 luglio 2009
sabato 18 luglio 2009
OGGI 19 LUGLIO E' IL VENTIQUATTRESIMO ANNIVERSARIO DI UNA DELLE PIU'GRANDI TRAGEDIE PROVOCATE DALLA CORRUZIONE E DALL'INCURIA DELL'UOMO.NON DIMENTICHIAMO
19 luglio 1985
Un'ondata di morte travolge tutto. Sotto il fango di Stava 268 vittime.
Oggi tutti ricordano l'attentato a Borsellino ma di questi morti nessuno parla!!
TUTTA LA STORIA:
QUI....
Perché non si perdano, più, vite e non si facciano soffrire, più, uomini.La loro perenne memoria sia di monito perché la superficialità, la noncuranza, l’approssimazione, l'incuria, l'interesse non debbano più prevalere sulla cura per l'uomo,la sacralità della vita umana, la coscienza delle personali responsabilità.
ECCO I NOMI DELLE VITTIME:
http://www.stava1985.it/stava1985/html/05/10/







Un'altra tragedia,un'altra strage rimasta impunita.
IL 19 LUGLIO E' il 24° ANNIVERSARIO DI UNA TRAGEDIA CHE BEN POCHI RICORDANO.
A PARTE GLI ABITANTI DELLA VALLE DISTRUTTA E I PARENTI DELLE VITTIME CHI RICORDA :
"STAVA"?
Sembra un fiume di fango...
“Sembra un fiume di fango”
Il pilota del primo elicottero che sorvola la Val Stava dopo l’allarme lanciato dal sindaco di Tesero trasmette via radio il seguente messaggio: “Sembra un fiume di fango, ma non credo ci siano vittime… vedo che un solo edificio è rimasto danneggiato…”
Il pilota si riferisce all’hotel Dolomiti che mostra uno squarcio in una parete. Da terra il sindaco lo avverte che
in Val Stava ci sono case e alberghi. “Ma non può essere, saranno in un’altra zona, qui sotto non se ne vede alcuna traccia”. Il fango ha cancellato ogni cosa.
E’ il 19 Luglio 1985. Siamo in Trentino. La protagonista di questa storia è la Val Stava, una piccola valle dove si trovano i paesi di Stava e Tesero. Ma non può esistere una storia con un solo protagonista… come in tutte le storie che si rispettino, occorrono altri attori. Questi sono i due bacini artificiali della miniera di Prestavel utilizzati per il lavaggio della fluorite. Questi bacini si trovano nel punto più alto della valle, circa 300 metri sopra al paese di Stava. La fluorite è un materiale molto utile: una volta arricchito, viene impiegato per preparare acciaio o smalti per il settore della porcellana. Per potere essere arricchito però, deve subire un processo di “lavaggio” o come si definisce tecnicamente, di “decantazione”. E questo è il motivo per cui la Montecatini (nel 1961) decide di costruire un primo bacino di decantazione. Il progetto iniziale prevedeva un'altezza massima dell'argine di 9 metri, ma 8 anni dopo la sua altezza raggiunge già i 25 metri.
Nel 1969, inoltre, la Montecatini decide di costruire un secondo bacino seguendo lo stesso progetto utilizzato per il primo. Nel luglio del '85 l'altezza complessiva dei due bacini è di 50 metri, per una capacità totale di 300.000 metri cubi. Il luogo scelto per la costruzione di questi bacini è la località “Pozzole”. Questa è una zona a pochi metri dalla miniera (e facilita quindi il trasporto del materiale estratto), ma è anche una zona acquitrinosa che, per di più, presenta una pendenza media naturale del 25%, che la rende inadatta alla costruzione di opere come questa. Ma per la Montecatini “una qualunque riduzione di costi è un guadagno netto”. Nel 1974 il comune di Tesero chiede la verifica di stabilità dei due bacini. Dubbio lecito vista l'espansione abnorme rispetto al progetto originale e la posizione non proprio ideale… La richiesta approda nell'ufficio del distretto minerario della provincia di Trento, e questo, invece di incaricare una commissione di geologi o ingegneri civili in grado di fare valutazioni neutre, incarica i tecnici stessi della Fluormine (la nuova concessionaria degli impianti che ha sostituito la Montecatini) di eseguire la verifica della stabilità. Nella relazione conclusiva emergono i dubbi degli stessi tecnici della Fluormine (si dice infatti che la stabilità è al limite e la pendenza è anomala) che, comunque, decidono di chiudere la relazione con un parere favorevole. E’ il 19 Luglio 1985. Mezzogiorno è passato da pochi minuti. Una tranquilla giornata estiva, il sole scotta e i negozi cominciano a chiudere i battenti. La gente si appresta a rientrare. All’improvviso un rumore sordo, strano, lontano. Sembra una specie di tonfo. Alle ore 12 e 22 minuti e 55 secondi cede l'argine del primo bacino di decantazione della miniera Prestavel. 
Tutto il contenuto di riversa nel secondo bacino che cede a sua volta. L’intero paese di Tesero si ferma. Sembra che qualcosa stia gorgogliando e il rumore arriva da Val Stava. Un'onda di 200 metri di larghezza per 15 di altezza, 180000 metri cubi di materiale, precipita sul paese di Stava a 90km/h.La gente di Tesero comincia a scappare. I più non sanno ancora dove. Nessuno sa da cosa. In poco meno di 3 minuti questa marea raggiunge, 4 chilometri più sotto, il fiume Avisio, lasciando dietro di se il nulla.
Chi abitava in Val Stava è già morto. La marea di fango distrugge 3 alberghi, 53 case, 6 capannoni, 8 ponti. Ma soprattutto 268 vite: 28 bambini sotto i 10 anni, 31 sotto i 18anni, 89 uomini e 120 donne.
Il procedimento penale è durato 7 anni. In tribunale, gli avvocati della difesa della Montedison (nuova concessionaria degli impianti dopo la Fluormine) dissero, per dimostrare la loro innocenza, che “gli operai addetti al bacino dovevano passare sul perimetro esterno dell'argine, ciò richiedeva che l'argine fosse non solo al di là del limite di equilibrio, ma anche in grado di sostenere il peso delle persone ovvero "un sovraccarico…". Il peso di un uomo quindi, per loro, rappresentava un discriminante tra lo stato di equilibrio e la condizione d'instabilità… in altre parole gli operai erano considerati come “cavie” da utilizzare per verificare la sicurezza dei bacini…
Dopo 7 anni furono condannati 10 imputati per disastro colposo e omicidio colposo plurimo. Le pene massime inflitte dai giudici non superarono i 5 anni di reclusione. Ma nessuno, nessuno, ha scontato nemmeno un giorno di carcere.
I soccorsi
I soccorsi furono immediati ed efficienti ma pochissimi furono i feriti e le persone estratte vive dalle macerie: la violenza e la velocità della colata di fango non aveva concesso scampo. 267 morirono sul colpo e solo una ragazza estratta ancora in vita dalle macerie di uno degli alberghi di Stava sopravvisse per pochi giorni.
Il numero esatto dei morti del disastro di Stava fu accertato solo un anno dopo la catastrofe. Molte salme infatti non poterono essere riconosciute e fu quindi necessario ricorrere alla dichiarazione di morte presunta. Il tempo di attesa, richiesto per consentire tale dichiarazione (normalmente di 5 anni, a partire da prima dichiarazione di scomparsa) fu in questo caso ridotto con decreto legge a 1 anno (decreto legge n. 480 del 24 settembre 1985, convertito nella legge n. 662 del 21 novembre 1985). Nel primo anno successivo alla catastrofe il numero delle vittime fu quindi stimato in quello delle salme riconosciute (197) più quello delle dichiarazioni di scomparsa (72), cioè 269. Un anno dopo il disastro fu possibile avere il numero esatto delle dichiarazioni di morte presunta, che risultarono essere 71. Da questo elenco venne infatti depennata la dichiarazione di scomparsa di un cittadino francese del quale non fu poi dichiarata la morte presunta.
All'opera di soccorso parteciparono oltre 18.000 uomini, di cui oltre ottomila Vigili del Fuoco volontari del Trentino e quattromila militari del 4° Corpo d'Armata Alpino. Primi ad accorrere furono i Vigili del Fuoco volontari di Tesero e della Valle di Fiemme. Quindi, nel giro di poche ore, tutti i corpi dei Vigili del Fuoco volontari del Trentino, numerosi corpi dei Vigili del fuoco volontari dell’Alto Adige e quelli permanenti di Trento e di Bolzano, Croce Bianca, Croce Rossa, Carabinieri, uomini della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale, unità cinofile, sommozzatori e centinaia di volontari. Il loro lavoro venne coadiuvato da 19 elicotteri, 774 automezzi, 137 mezzi speciali, 16 gru a braccio lungo, 72 fotoelettriche, 5 battelli, 26 ambulanze, 27 cucine da campo, 144 radio portatili e 4 ponti radio. Presso il Municipio di Tesero fu istituito un Quartier Generale della Protezione Civile dal quale coordinò i soccorsi lo stesso Ministro per la Protezione civile Giuseppe Zamberletti.
La maggior parte delle vittime fu recuperato nelle prime ore, ma la ricerca si protrasse per tre settimane. Le salme furono composte prima nella palestra delle scuole elementari di Tesero; la camera ardente venne successivamente allestita nella Pieve della Maria Assunta a Cavalese, la stessa Chiesa nella quale nel 1976 erano state pietosamente raccolte le salme delle 42 vittime dello schianto della funivia del Cermis.
Lo straziante rito del riconoscimento continuò poi fino alla metà di agosto in ambienti climatizzati ad Egna. Tanti non poterono tuttavia essere riconosciuti. Quasi mille i volontari della Croce Rossa Italiana si prodigarono per giorni e giorni nella pietosa opera di recupero delle salme e del loro trasporto alle camere mortuarie.
A Stava la struttura volontaristica di soccorso, che nelle regioni alpine vanta una tradizione secolare, diede ancora una volta dimostrazione di efficienza e, soprattutto, di convinta e umana solidarietà.
LA MEMORIA
Una memoria non fine a se stessa, ma che ha l'obiettivo primario di far si che i 268 morti di Stava non siano morti invano.
Quello del 19 luglio 1985 in Val di Stava fu il più grave disastro mai verificatosi nel mondo a causa del crollo di discariche minerarie e rimane a tutt'oggi, con 268 morti e quasi 300 miliardi di danni alle cose, una delle più gravi catastrofi industriali mai accadute al mondo, seconda in Italia solo al Disastro del Vajont. Dei 268 morti, 28 erano bambini con meno di 10 anni, 31 ragazzi con meno di 18 anni,Per questo è fondamentale la conoscenza e l'informazione, per capire qual è la genesi di simili disastri e come possono essere evitati. Graziano Lucchi, presidente della Fondazione, nella tragedia di Stava ha perso entrambi i genitori: "La decantazione dei fanghi di questo tipo di discariche è un processo complesso che implica troppo rischio. Negli anni passati gravissime catastrofi avvenute negli Stati Uniti, in Inghilterra e in America Latina non sono servite ad evitare la tragedia di Stava. E purtroppo, dopo Stava, altre 36 discariche simili sono crollate in vari paesi del mondo nell'arco di 18 anni, circa due all'anno, con centinaia di vittime e immensi danni ambientali. Il nostro scopo perciò è quello di sensibilizzare chiunque abbia delle responsabilità, da quelle più piccole a quelle più grandi, affinché tragedie simili non debbano ripetersi".
http://www.critrentino.it/crivideo/v/protezione_civile/stava_med.flv.html
Vi voglio invitare a vedere questo video fatto dai ragazzi di Stava..è impressionante!!!
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=1537
da: Rai: La storia siamo noi
http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=471&
N.d.A.
(POST DI VEDO OLTRE..CHE CONOSCE BENE QUEI LUOGHI PERCHE' VI E' NATA.)
mercoledì 15 luglio 2009
La sua replica conferma il mio giudizio
martedì 14 luglio 2009
CON QUALE DIRITTO e CHI GLI DA IL PERMESSO DI PARLARE A NOME DEGLI ITALIANI ?
sono Antonio Di Pietro, deputato della XVI legislatura, presidente dell’Italia dei Valori ed ex magistrato che, negli anni ’90 di Tangentopoli, assicurò alla giustizia molti politici ed imprenditori corrotti. Oggi porto avanti quell’impegno e il rispetto delle istituzioni nell’Italia dei Valori, unico partito di minoranza che svolge il ruolo di opposizione politica, senza eccezioni e senza incertezze, a questo governo.
Mi scuso, a nome dell’Italia, con la redazione di The Guardian per la reazione prevedibile del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Ministro degli Esteri, Franco Frattini. The Guardian è un prestigioso giornale che svolge al meglio il suo lavoro e assolve al dovere di informare i cittadini. In Italia questo governo non è abituato al contraddittorio, né tanto meno a sentirsi dire la verità. Mentre sulla notizia della preparazione del G8 si può discutere, sul resto dell’articolo c’è poco da ribattere. Alle classifiche da voi riportate nell’articolo di ieri manca quella di Freedom House che assegna all’Italia il 73 esimo posto per libertà di stampa.
Il vero problema nel nostro Paese è quindi l’informazione, che oggi è in mano -nel più colossale conflitto di interessi mai visto in un paese occidentale- ad un solo uomo: il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il controllo dei media da parte del signor Berlusconi è esercitato attraverso il primo gruppo editoriale italiano, La Mondadori, e sei televisioni: tre private in mano a Mediaset di sua proprietà, e tre pubbliche, La Rai, su cui esercita indirettamente e con rarissime eccezioni, l’influenza attraverso le nomine dello staff dirigenziale.
Il controllo dell’informazione gli consente di mantenere una posizione dominante e una fonte inesauribile di guadagni che consolidano il suo insediamento nelle istituzioni, attraverso un largo sistema clientelare. Questi guadagni in passato sono stati possibili soprattutto grazie al placet dei precedenti governi che non hanno voluto affrontare il conflitto di interessi. Oggi Silvio Berlusconi retrocede allo Stato italiano appena l’1% del fatturato per l’utilizzo delle concessioni delle frequenze radiotelevisive di Stato, su cui trasmette Mediaset.
Da quando si è insediato il governo di centrodestra le aziende pubbliche, come Eni e Poste, hanno dirottato ingenti investimenti pubblicitari dalle reti RAI a quelle private del Presidente del Consiglio italiano.
All’informazione si è aggiunta, con questo governo, la piaga delle riforme “incostituzionali”. La prima è stata la legge chiamata Lodo Alfano, voluta da Silvio Berlusconi e che lo rende improcessabile insieme ad altre tre cariche dello Stato.
Il signor Berlusconi ha subito fruito di questa legge in un processo che lo vede imputato di corruzione di un testimone. Grazie al Lodo Alfano, Berlusconi non può essere processato per corruzione, ma David Mills, suo avvocato ed ex-marito di un ministro del governo Blair, è stato condannato nel mese di febbraio a 4 anni e 6 mesi per falsa testimonianza. Il 6 ottobre i giudici della Corte Costituzionale si pronunceranno sulla costituzionalità del Lodo Alfano e, se il giudizio sarà negativo, Silvio Berlusconi sarà processato con l’accusa di corruzione di David Mills.
Concludo invitando The Guardian e la stampa estera a non spegnere i riflettori sull’Italia chiedendo loro di continuare a svolgere, come stanno facendo, l’importantissimo compito di informazione, ruolo che quasi tutti i nostri media hanno delegato vista l’impossibilità a svolgerlo."

lunedì 13 luglio 2009
DI PIETRO:Il Ricucci della politica,il furbetto del quartierino. Uno tentava la scalata a Mondadori ,l'altro tenta la scalata al PD.
Scalate d'estate:
Ricucci e "i furbetti del quartierino" tentano di scalare Mondadori e sono finiti in galera.
"Di Pietro , con la mossa di Grillo, ha di fatto lanciato un'opa sul Partito Democratico"
Di Pietro la mente..Grillo il braccio.
Che bella accoppiata !!!
E il PD? Sta a guardare?
Di Pietro e Grillo stiano attenti .
Chi tocca i "fili rossi" non si sa a cosa va incontro.
"L'istinto di sopravvivenza" fa fare cose che vanno oltre..... !!!!!
FISCO: DICHIARAZIONI 2008, REDDITO MEDIO +3,1%
Il reddito complessivo medio dichiarato da ogni contribuente nel 2008 (anno d'imposta 2007) ammonta a 18.892 euro, in aumento del 3,1% rispetto all'anno precedente. E' questa la fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze. (AGI)
Non c’è limite agli sproloqui che dice questo “defi”. Ma non è il solo..è in buona compagnia !!!!!
A parte un'analisi quasi azzeccata del PD vorrei sottolineare alcuni passaggi dello sproloquio di Travaglio in questo video:
...il Capo dello Stato in vista del G8 la detto: per il bene del paese etc. sospendiamo stampa e opposizioni sospendano le polemiche nei confronti del Presidente del Consiglio e lo ha detto in pieno scandalo di puttanopoli, nei giorni in cui si scopriva che orde di prostitute o di ragazze a pagamento che gentilmente vengono chiamate ragazze immagine, anche se non si capisce bene di quale immagine stiamo parlando, entravano e uscivano senza controllo nelle residenze del Presidente del Consiglio, presidiate peraltro da scorte pubbliche e da forza pubblica, basta con le polemiche per i giorni del G8, adesso il G8 è passato, non è servito assolutamente a niente, il G8 come avete capito è una grande carnevalata, una baracconata, è come il Gay Pride, è un carnevale dei capi di Stato degli 8 sedicenti paesi più industrializzati, adesso esteso ai 14, a chi volete voi, tende di Gheddafi first lady, gaglioffate varie, hanno buttato via un sacco di soldi, hanno costruito in tempo di record lussuosissimi appartamenti che avrebbero potuto meglio impiegare per dei sobri appartamenti per i terremotati che vivono ancora nelle tende ai 40 gradi all’ombra con i servizi igienici a distanza di chilometri, non hanno concluso nulla,.....
....finito il G8 uno dice: va beh ricominciamo a parlare dei problemi, ricominciamo a dire cosa sta combinando questo governo, ricominciamo a raccontare le porcherie delle residenze private del Capo del Governo,....( N.d.A.questi sono i problemi degli Italiani?)
Tutto questo e altro ancora sul sito del “suo amico Beppe Grillo” …si proprio quel COMICO che vuole candidarsi alle primarie del PD.
Quel COMICO a cui l’altro COMICO …DI PIETRO ha scritto questa lettera:
Caro Beppe,
è assurdo quello che sta accadendo nel PD: scaricano te, tacciandoti di essere semplicemente un comico, ma sei l’unico ad aver già esposto un programma, che noi dell’Italia dei Valori condividiamo in pieno ed appoggiamo. Già! Il tuo è l’unico programma, in quanto gli altri candidati a segretario di quel partito ancora non ci hanno fatto conoscere il loro.
Il Parlamento pulito, la legge sul conflitto d’interessi, l’acqua pubblica, il no al nucleare e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il massimo di due legislature per i parlamentari, wi-fi gratuito, l’informazione libera con il ritiro delle concessioni televisive di Stato ad ogni soggetto politico: tutti punti che l’Italia dei Valori sta portando avanti da tempo e che, per questo, condivide. Insomma un programma serio, concreto e che, forse, proprio per questo porta i Soloni della politica a irriderlo. Antonio Di Pietro
E questi “ tre caballeros” vogliono parlare di politica?
Come diceva TOTO’: “ MA MI FACCIA IL PIACERE…MI FACCIA”
sabato 11 luglio 2009
Se ne accorgono solo ora? Marino: "nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna"
DOPO L'ARRESTO DELLO STUPRATORE SERIALE COORDINATORE DI UN CIRCOLO DEL PD ECCO LE DICHIARAZIONI DI MARINO
giovedì 9 luglio 2009
Fermate Di Pietro..è da ricovero urgente !!
C'è da non crederci .....Di Pietro ha comprato una pagina sull'Herald Tribune per fare un'appello alla Comunità Internazionale.
Da ricovero !!
Ha urgente bisogno di un piano sanitario mentale avanzato !!!!!
martedì 7 luglio 2009
Per fortuna i Komunistelli non leggono il Vangelo
(Tengo a precisare che la mia è solo un piccola provocazione e non è mia intenzione essere blasfema.)
Oggi ho sentito questo passo del Vangelo secondo Matteo e chissà perchè mi è venuto in mente Berlusconi.(associazione di idee)
E ho pensato :" Sembra fatta apposta"
"L'ennesima legge "ad personam" è stata scritta da Berlusconi direttamente nella Bibbia."
Matteo 5,3-12
...10 ...Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
lunedì 6 luglio 2009
Questi sono i nostri figli e il nostro futuro?
G8 Università, ventuno arresti
A Torino, Padova, Bologna e Napoli
La Digos di Torino ha eseguito 21 misure cautelari per gli incidenti del 18 maggio in occasione del G8 dell'Università: 12 persone sono state arrestate a Torino, le altre a Padova, Bologna e Napoli. Nelle scorse settimane erano già state arrestate due persone, Domenico Sisi (parente del sindacalista processato a Milano con l'accusa di far parte di un'organizzazione terroristica) e Alessandro Arrigoni, dipendente della prefettura di Milano.
Le accuse sono a vario titolo di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamento. Le proteste scoppiarono l'ultimo giorno del G8 dell'università, svoltosi a Torino dal 17 al 19 maggio, in una sorta di guerriglia urbana tra manifestanti e polizia al termine del corteo degli studenti nel centro del capoluogo piemontese.
sabato 4 luglio 2009
LA MISSIONE DEL PRETE E' DI PORTARE LA PAROLA DI CRISTO COME E' SCRITTO NEL VANGELO NON DI CRITICARE SEMPRE IL GOVERNO.
venerdì 3 luglio 2009
Il programma del Pd..... No ( «non c'è limite al peggio» )



Fonte: legnostorto.com
Il Pd si avvia al suo congresso – o comunque si chiami – e si parla di candidature. Si parla anche di programmi, ovviamente, ma in modo talmente tecnico che in fondo ne capiscono qualcosa solo gli analisti politici.
La gente comune non saprebbe affatto dire in che cosa Franceschini la pensa diversamente da Bersani e questi da Veltroni o da D’Alema. Fino ad ora il dibattito è puramente per iniziati.
Gli italiani lavorano ed hanno una famiglia. Pensano dunque a guadagnarsi da vivere e a risolvere i loro problemi. Il tempo che dedicano alla politica è infinitamente minore di quello che le dedicano i giornalisti specializzati. Per questo è inutile scandalizzarsi quando si scopre che i giovani non sanno chi sia stato Aldo Moro: il loro programma di studi non è arrivato a tempi così recenti e, cosa essenziale, in famiglia non ne hanno mai sentito parlare. A cena si è parlato di Kakà e di Valentino Rossi.
Nell’ottica dei cittadini i partiti, per essere comprensibili, devono avere un messaggio riassumibile in una frase semplice e brutale. Nel dopoguerra, molti condensavano i mille tomi sul comunismo in questo semplice principio: i ricchi devono dividere con noi quello che hanno. Il programma era grossolano ma sufficiente come riferimento alla rivoluzione del proletariato, alla ridistribuzione della ricchezza, alla giustizia sociale. E il Pci, con questo e con analoghi slogan, ha prosperato per quasi mezzo secolo.
Vale anche per le altre formazioni. Il Pdl è “il partito di Berlusconi, uno che ha saputo arricchirsi e forse saprà amministrare l’Italia”. Cosa poi confermata dalla soluzione del problema della spazzatura di Napoli. Il partito di Di Pietro è il partito “che vuole vedere in galera i disonesti”. L’estrema sinistra è stata giustamente scaricata da Veltroni perché il suo messaggio – “Facciamo la rivoluzione e impicchiamo i ricchi” – ormai faceva ridere. Si potrebbero fare sintesi altrettanto sommarie per l’Udc o per la fu Alleanza Nazionale, mentre sarebbe veramente difficile farla per il Pd. Questo partito non è più il Pci, non è la Democrazia Cristiana e si è ridotto ad essere “il partito che non ama Berlusconi”. Solo che molti si sono detti: va bene, neanche noi lo amiamo, ma loro in che modo lo sostituirebbero? E per fare che cosa?
Il Pd manca di una identità. Questo partito non sa né chi è né che cosa vuol fare. Non ha nemmeno saputo dove collocarsi nel Parlamento Europeo. Inoltre, la sua tendenza alla lite interna – vizio ereditario della sinistra – fa sì che se appena apparisse un leader che dicesse “voglio fare questo”, si vedrebbe dare addosso da tutti. In queste condizioni il partito perde voti e la faccia feroce di Franceschini fa sorridere. La paroletta “no” non è un programma politico.
L’Italia è una democrazia che, come tutte le democrazie, ha bisogno di un’opposizione. Non rimane che augurare al Pd che la sorte gli mandi un vero capo, capace sia di ispirarlo che di guidarlo. Mentre oggi questo erede dei due più grandi partiti italiani è solo un ectoplasma che si dice di sinistra e odia Berlusconi, che Dio glielo conservi. Un po’ poco, per votarlo.
Gianni Pardo, giannipardo@libero.it
mercoledì 1 luglio 2009
GETTANO FANGO SU BERLUSCONI, E SI SCOPRE CHE IL MARCIO E' IN CASA LORO
NEMMENO DI FRONTE AD UNA IMMENSA TRAGEDIA SANNO TACERE, MA SOLO CONTESTARE.
genova1 Luglio 2009
L'Italia è rimasta profondamente sconvolta dalla tragedia accaduta nella Versilia, oltre 15 morti e molti feriti, e tanti che hanno perso la casa.Di fronte a questa tragedia ecco che entrano in gioco gli speculatori politici, e guarda caso tutti comunisti, e del PD, compreso il sindacato rosso CGIL.
Ferrero, comunista, applaude i contestatori, pochi in verità, che hanno accolto il Presidente del consiglio Berlusconi il quale si è recato di persona per portare conforto e per accertarsi della sciagura.(Ora si comprende perché Ferrero e il suo partito sono scomparsi dalla scena politica) A prescindere dalla appartenenza politica tutti, e dico tutti, dovrebbero essere orgogliosi che un Presidente del Consiglio si interessi del popolo e di ciò che gli accade.
Ma purtroppo in Italia abbiamo una certa stampa senza morale, un sindacato rosso che per cercare di mantenere le precarie posizioni specula anche sulle disgrazie, cosi è accaduto per l'Aquila, oggi per il Viareggio.Il Codancons anch'esso politicizzato di sinistra lancia accuse senza costrutto. Non hanno vergogna,ne pudore e non rispettano chi dalla tragedia è stato colpito, a loro poco importa, sono morti? Colpa del governo Berlusconi. E' venuto il terremoto all'Aquila? ci sono 65 mila senza tetto, ci sono molti morti? Colpa di Berlusconi .
Questa è la loro morale infarcita di miserabili colpe e per mascherarle gettano la colpa verso altri, in primis su Berlusconi.
















